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INTERVISTA ESCLUSIVA
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ANTONIUS REX - Per Viam Alla vigilia della
pubblicazione dell’attesissimo “Per Viam” (attraverso la strada), Antonio
Bartoccetti concede a Marco Cavallini un’intervista/anteprima assoluta
relativa ai contenuti del nuovo album targato ANTONIUS REX. È questa
l’occasione per affrontare anche altri argomenti, alla ricerca di risposte
che dipanino certi dubbi sul valore e lo scopo della nostra esistenza
terrena. L’intervista si svolge direttamente negli
Antonius Rex Studios il 6 aprile 2009. Partirei con una curiosità sul nome JACULA: tutti lo hanno sempre accostato all’omonimo fumetto, ma in molte interviste ho letto che tu interpreti tale parola come “la profondità del lago”. Volevo chiedertene delucidazioni. Il nome
Jacula nacque effettivamente legato all’omonimo fumetto dell’epoca. In
quel periodo conobbi a Milano l’editore del fumetto e fra noi due nacquero
delle piccole affinità elettive che portarono poi alla scelta del monicker. Quanto è profondo questo “lago“? Cosa può accadere immergendocisi? E cosa può capitare invece rimanendo a riva? Non ha nessuna importanza quanto sia profondo il lago. L’importante è che immergendosi in un certo tipo di mondi esoterici, mistici, occulti, teologici si possa valutare la profondità del lago rimanendosene a riva. Tradotto in termini pratici, sta a significare l’acquisizione di una certa intellettualità e un certo tipo di impegno mistico/teologico al punto tale che l’anima possa scorrere liberamente e ritrovare certe soluzioni atte a far sì che possano aprirsi le porte che conducono alla preveggenza. “Switch on Dark” (accendi l’oscuro) appariva come un invito ed anche questo nuovo “Per Viam” (attraverso il cammino) grazie anche alla sua splendida copertina sembra suggerire messaggi all’ascoltatore. Cosa puoi dirmi a riguardo? Che hai percepito in pieno e hai compreso la communication del front cover del disco. Fra i due album c’è un abisso, anche perché una legge fatale degli Antonius Rex è quella di non ripetersi mai. Sarebbe stato molto semplice (ed appagante, commercialmente parlando, visti i risultati ottenuti) realizzare uno “Switch on Dark parte II”, ma noi vogliamo dare/regalare ai nostri fan emozioni sempre nuove e diverse. Se “Switch on Dark” è stato un album tipicamente metafisico e trascendentale, ci tengo a sottolineare che questo nuovo “Per Viam” è volutamente più terreno, più epidermico, più diabolico (nel senso fisico del termine) e propone tematiche maggiormente consone e relative agli esseri umani e alla loro ricerca spirituale. La copertina, molto eloquente e realizzata da un nostro collaboratore rumeno, indica me come traghettatore che può condurti alla casa scura o alla casa chiara. Deciderete voi durante il cammino, e soprattutto dopo l’ascolto, quale casa raggiungere. Alcuni ascoltatori lamentavano in “Switch on Dark” la (quasi) totale assenza del tuo caratteristico cantato/recitato. Quale cammino avete intrapreso, in questo senso, per questo nuovo “Per Viam”? Risponderò
dicendoti che, da questo punto di vista, non mi importa nulla di quanto
detto da queste persone. Come si è sviluppato il processo creativo di “Per Viam”? I brani sono stati costruiti attraverso microsceneggiature embrionali come il precedente album? Ottima domanda e lunga vita a te, Marco Cavallini, che hai capito perfettamente il nostro modus operandi e soprattutto il processo creativo di “Per Viam”. Da anni mi piace scrivere in determinate situazioni delle sceneggiature e, come per il precedente “Switch on Dark“, ogni brano del nuovo disco ha quindi una sua microsceneggiatura, che i fan, volendo, possono anche richiedere contattandoci; probabilmente dal prossimo album inseriremo, a correlazione dei brani, le sceneggiature attraverso le quali sono stati creati/composti. Solo dopo la microsceneggiatura passiamo alla composizione musicale. Gli arrangiamenti invece li lascio tutti a Doris Norton. Ho letto in un’intervista che uno dei brani di “Per Viam” sarebbe nato osservando il modus vivendi di una ragazza “posseduta”. Ci confermi il fatto? Quale è il brano? Allora, come ben
sai da molti anni collaboro a livello esoterico con la nostra medium
rumena Monika Tasnad; da qualche tempo ho deciso di frequentare la
veggente Francesca (il cui cognome non mi è consentito svelarti…
sinteticamente B.), un’anziana donna romana iper magnetica e fatale che si
è trasferita in zona e che vedo settimanalmente di notte. Effettivamente
abbiamo elaborato un brano (intitolato provvisoriamente “Possessed by…”),
ma poi nel corso della sua lavorazione abbiamo deciso di tenerlo fermo e
conservarlo per un lavoro futuro. Nel contesto di “Per Viam” avrebbe
alterato gli equilibri in quanto non perfettamente in linea con il concept
portante dell’album. Ho ricevuto in anteprima la tracklist, accompagnata in ogni titolo da un tuo breve commento/descrizione. Mi ha particolarmente colpito ed incuriosito “Spectra”, per il quale nella tua sintesi mi scrivi “in un castello rumeno”. Puoi darmi delucidazioni in merito? “Spectra” (quarto
brano dell’album) può in un certo senso essere vista come un’evoluzione, o
meglio una nuova interpretazione, del mondo che già affrontammo col brano
“Devil Letter” (contenuto nell’album “Neque semper arcum tendit rex”),
scritto, come testo, da Albert Goodman nel lontano 1974. Consideri sempre la Romania il luogo più oscuro di questo pianeta? Assolutamente sì; la Romania delle grandi foreste, dei piccoli viottoli, dei micro-villaggi arroccati, delle mandrie di cavalli e mucche che puoi incontrare la notte, ecco quella è la Romania, la vera e autentica Romania che ha conservato la sua antica tradizione insieme ai mondi surreali di medium e vampiri. La ritengo il luogo migliore nel quale si possa andare a vivere ogni tanto, per brevi o medio periodi (forse non per sempre); staccare la spina e rifugiarsi in un piccolo villaggio della Romania, magari ospite dei contadini, è davvero rigenerante... Ma poi anche addentrarsi là dove il comune mortale non può farlo... Lo abbiamo fatto due anni fa pernottando due notti nel castello di Vlad Tepes. Indubbiamente il titolo che più attira è l’ultimo “Antonius Rex Prophecy” (quello che succederà fra pochi anni, la tua sintesi). Cosa dobbiamo attenderci da esso? Nel Medioevo
l’uomo pensava che nell’anno 1000 il mondo dovesse finire, per cui la
società medioevale aveva comportamenti particolarmente “dedicati” a questa
ipotetica profezia. Poi si è visto che il mondo andava avanti e si è
arrivati a pensare che tutto finisse nel 2000 (mille anni e non più). Oggi
abbiamo questa nuova prospettiva dei Maya per il 2012 (esattamente il 21
dicembre) che è sicuramente terrificante. Riallacciandomi alla domanda precedente, il profeta Malachia alla fine del primo millennio annunciò che nel dicembre 2012 un fatto sconvolgerà la storia e le sorti di Roma e dell’umanità in generale. Hai una tua idea/opinione in proposito? Rispetto alla risposta appena data posso profeticamente aggiungere che i Maya (su Malachia non sono molto esperto) non hanno mai sbagliato, ovvero le loro profezie si sono finora sempre avverate e di conseguenza qualcuno si starà già preparando a tale data nel miglior modo interiore possibile. Forse non succederà niente, forse succederà tutto, la sentenza non sta a noi... Il mondo sta cambiando di ora in ora (non più di decenni in decenni come una volta) e all’alba ci saranno realtà veramente terribili; bisogna solo saperle interpretare, in quanto le divinità ci hanno messo in condizioni di poterlo fare. Ti ricordo la frase che è alla base della nostra filosofia, ovvero “Infinitesimi di secondo disegnano fatalmente l’esistenza dei comune mortali”. Questo a significare che in qualunque anno finirà il mondo ciò era già stato scritto nel libro del Fato e di conseguenza il libero arbitrio sarà relativo. Quale è il ruolo della medium Monika Tasnad all’interno del gruppo? Ha “partecipato attivamente” alla creazione delle nuove canzoni? Monika Tasnad
partecipa alla creazione dei brani degli Antonius Rex da parecchi anni.
All’inizio del nostro cammino con Jacula fu molto originale l’apporto
medianico di Franz Parthenzy, il quale cadendo in trance accennava delle
melodie che noi poi usavamo come micro input creativi per la realizzazione
delle nostre opere. Tornando a Monika, effettivamente alcune cose di “Per
Viam” sono nate in collaborazione con lei; parlerei di sfumature,
piccole... micro melodie; io e Monika Tasnad siamo un tutt’uno
inscindibile. So che avete una casa sulle montagne marchigiane nella quale andate per meditare, trovare la giusta ispirazione e poi iniziare a comporre; quanto credi ti abbia influenzato, nel corso degli anni, il paesaggio che ti circonda? Moltissimo. Credo che comporre a Milano, New York o Tokyo sia nettamente diverso rispetto a comporre nell’entroterra (non solo quello marchigiano, ovvio) dove è possibile stabilire un contatto diretto con la natura. È splendido avere una casa immersa nella natura; la nostra (che a noi piace definire “la casa di montagna”) è l’ultima sulla sinistra sulle cime di una montagna, mentre quella della nostra veggente Francesca è l’ultima sul lato destro di essa, a circa mezzora dalla nostra. Per raggiungerla bisogna percorrere un viottolo, bellissimo per me, ma forse terrificante per il comune mortale. Immagino che la versione cd conterrà una traccia-video, come le ultime vostre uscite. Quale è il brano scelto e cosa dobbiamo aspettarci dal video ad esso collegato? Sì, la traccia
video è presente, ed il brano scelto è l’iniziale “Micro Demons”. Mi sono
cimentato personalmente a dirigerlo e devo dire che il risultato finale mi
soddisfa. Sono convinto che il video saprà regalare forti emozioni ai
nostri fan. Anzi, approfitto della domanda per lanciare un messaggio ai
lettori di questa intervista; mi interessa seriamente ricevere le vostre
impressioni sul video e quelle che riterrò più speciali saranno pubblicate
sul nostro sito ufficiale www.antoniusrex.com. Hai dichiarato che uno degli scopi delle tue opere è quello di “trasformare” un ateo in ateo-devoto, ovvero farlo cadere dalle sue certezze ed insinuargli dei dubbi; una bella sfida. Perché definisci gli atei gli “uomini meno fortunati”? Altra ottima
domanda. Allora, nel mondo ci sono diverse categorie di esseri umani. Io
sono assolutamente credente e a mio parere la vita dell’ateo è più
svantaggiata di quella di un credente. Noi credenti ci sentiamo come
privilegiati, mentre l’ateo è molto più sfortunato perché, ad esempio, in
condizioni di gravi difficoltà esistenziali, non ha nulla in cui credere,
se non nella scienza e nella matematica, dalle quali comunque non può
avere le risposte e le soluzioni a tutti i suoi problemi quotidiani o
spirituali. Ritieni fondamentale suggerire messaggi, input a chi ascolta le tue opere? Come reagiresti se un tuo fan ti dicesse che apprezza la vostra musica ma non recepisce nulla del vostro messaggio esoterico? Gli Antonius Rex
portano avanti da sempre un certo tipo di messaggio/comunicazione e
ritengo positivo che i nostri fan siano cresciuti sempre di più nel tempo.
Se i fan all’inizio non capiscono il messaggio mi auguro che lo facciano
strada facendo. Chi sono i “Micro Demons”? I “Micro Demons” sono le forze occulte che circolano per il mondo. Ce ne sono 648 oltre il diavolo; vi do un avvertimento: se vivete in uno stato d’animo positivo, il micro demone non potrà danneggiarvi. Se invece vivete in uno stato di tensione, invidia, odio o comunque negativo, ricordate che il micro demone può coinvolgervi, plagiarvi, ingannarvi e rendervi vittime del suo potere. Alcune persone tentano d’instaurare un rapporto a loro vantaggio con un micro demone; poi saranno problemi loro. Ogni volta che userete il male per avvantaggiare voi stessi, lo stesso male tornerà a voi con la stessa intensità. Ritieni sia possibile, come affermato da qualcuno, “raggiungere la luce attraverso il buio/le tenebre”? Posso dirti che i
nostri ultimi due album, “Switch on Dark” e “Per Viam”, sono una continua
alternanza di bene e male, di luce e tenebra, di bianco e nero; traete voi
le conclusioni. Tutta la vita è bianca e nera, tutta l’esistenza è luce e
oscurità; deciderete voi se abitare nella casa bianca o in quella nera, e
quanto ci volete abitare; la realtà è questa. Antonio Bartoccetti non ha paura della Morte? Cosa c’è, a tuo parere, dopo di essa? Questa è una
domanda veramente impegnativa e potrei impiegare anni luce per risponderti
dettagliatamente; cercherò di essere sintetico. Allora, non dovete avere
paura della morte; gli uomini deboli e sfortunati cominciano ad avere
paure (malattia, vecchiaia, ecc.) fin dalla nascita; queste persone
potrebbero essere definite perse, ma resta sempre la speranza. Seguite
questo consiglio: abbiate un buon rapporto verso le entità come la Morte,
così affronterete meglio tutto. Quanto credi abbia influito sui tuoi primi passi la conoscenza/frequentazione del medium Franz Parthenzy? Credi che la vostra Arte - Musica si sarebbero sviluppate diversamente senza il suo “apporto medianico”? Sicuramente
l’influenza, soprattutto all’inizio, c’è stata. Nei primi tempi di
conoscenza (quando aveva poco più di 15 anni) lo frequentavo con
adorazione tutti i giorni, anche dieci ore al giorno e grazie a lui ho
visto e vissuto cose incredibili che hanno poi indirizzato la mia
esistenza e la mia spiritualità. Vivo con la certezza della presenza delle
forze invisibili e devo molto a Franz Parthenzy, specialmente per il mio
equilibrio e le mie credenze mistico - teologiche. Ho letto che recentemente sei spesso nei monasteri di clausura. Quali sono, a tuo parere, i lati positivi e quelli negativi inerenti a questa filosofia di vita? Può esistere una forma di misticismo “parziale” oppure la dedizione ad esso devo essere “totale”? Ennesima grande domanda. A mio parere può esistere solo il misticismo totale, assoluto. Conosco delle badesse che emanano dai loro occhi una luce incredibile e sono superiori a tutti noi che viviamo fuori. Personalmente non sono a questo livello e credo che non ci arriverò mai. La mia esperienza è quindi un misticismo parziale, è un vivere nei monasteri di clausura ritrovando la mia interiorità ed incrementando contemporaneamente anche la mia attività creativa, in quanto alcune delle mie composizioni migliori (è accaduto anche per l’ultimo “Per Viam”) sono nate a livello embrionale all’interno di un monastero: è lì che l’uomo può ritrovare tante ragioni di vita, avendo come complice/compagna di grandezza la calma/spiritualità, che è la prima forma d’equilibrio. Personalmente sento/vedo un filo invisibile legante le “vibrazioni” delle seguenti canzoni: “In cauda semper stat venenum” - “Gloriae Manus” - “Invisible Force” - “Fairy Vision”, come se fossero i quattro lati di un unico quadro esoterico. Cosa ne pensi di questa mia sensazione? Semplicemente, penso che hai centrato in pieno la situazione, ho poco altro da aggiungere. “In cauda semper stat venenum” è il primo album dove comincia il tutto (e avrebbe potuto essere anche l’ultimo); in “Gloriae Manus” (la mano di Gloria) la situazione mi pare abbastanza eloquente, così come in “Invisible Force”, col pianto - grido del bambino. Infine “Fairy Vision”, in assoluto uno dei miei brani preferiti di sempre in entrambe le sue versioni (rispettivamente sugli album “Magic Ritual” versione vinile e “Switch on Dark”) è la mia visione della fata ideale, la compagna di grandezza con cui scalare la montagna... Senza di lei l’esistenza assumerebbe altri colori. Nel 2009 verrà ripubblicato “Zora” e ciò mi ha lasciato inizialmente perplesso, visti i commenti non positivi che hai rilasciato negli anni riguardo questo disco. A cosa si deve la ristampa dell’album? So che ci sarà un inedito dal titolo “Monastery” (risalente alle sessions di “Praeternatural”), puoi parlarcene? Sai che non mi
piace molto parlare di “Zora”. Col tempo ho imparato a non rinnegarlo, ma
è comunque un disco del quale non vado fiero. Eravamo nel 1977, era appena
nato Anthony e capirai che la nostra mente era ovviamente volta a lui
piuttosto che all'incisione di questo album, finanziatomi dall'editore
Emanuele Daniele. È vostra intenzione “rimettere mano” anche sul tanto bistrattato “Ralefun” donandogli nuova vita? Al momento una
simile operazione non è prevista. Comunque posso anticiparti che se
rimetterò mano a “Ralefun” lo rifarò totalmente. È un album registrato con
una fretta assurda, ma contiene comunque al suo interno alcune discrete
idee/intuizioni. Potresti a questo punto darmi un tuo breve/sintetico commento su ogni brano di “Per Viam“ e sul concept dell’album stesso? Si parte con
“Micro Demons”, che musicalmente parlando è una song prog/metal; chitarra
dura, un grande organo liturgico e un tocco di gregoriano (che, se usato a
dovere, non guasta mai). “Per Viam” è una delle song più ricche
dell’album. È un brano fusion: c’è il classico, il progressive,
l’industriale, l’elettronica, c’è tutto. Mi preme citare l’improvvisazione
di moog, a mio giudizio divina. Un brano che mi fa svenire... La
sceneggiatura parla dell’inquisizione che viene a prendermi sotto casa per
portarmi al rogo, ma poi il fuoco non riesce a bruciare ed io osservo
sorridente gli inquisitori. Il nuovo JACULA (“Pre Viam”) dovrebbe uscire nel settembre 2009, ma era annunciato per novembre 2007, quasi due anni prima: a cosa si deve questo notevole ritardo? Effettivamente il
nuovo Jacula era già pronto nel settembre 2007, ma per motivi esoterici
non è ancora stato pubblicato. La copertina non andava bene (o meglio, non
era gradita da certe presenze soprannaturali) e quindi il tutto è stato
congelato. Ora la copertina ci è magicamente arrivata da un nostro
collaboratore spagnolo evocato da Francesca... Una copertina assolutamente
divina (un piccolo frammento è visibile sul nostro sito). “Pre Viam”
(prima del cammino) uscirà probabilmente nel settembre 2009, sarà la
divinità a deciderlo. Quali sono le maggiori differenze (spirituali e sonore) fra JACULA ed Antonius Rex? Antonius Rex è
l’energia, la potenza, l’occulto, l’incarnazione di due grandi forze (il
bene e il male) e comunque utilizza vari generi musicali miscelandoli poi
tutti nel progressive. Da qualche anno si parla di un vostro dvd live realizzato magari in un castello della vostra amata Romania; a che punto siete con questo progetto? Contate di realizzarlo a breve? Effettivamente il progetto c’è, ma non è ancora in fase di realizzazione. In questi ultimi anni Massimo Gasperini (Black Widow) aveva contattato il management che ci avevano poi proposto dei tour in America e in Messico, ma abbiamo rinunciato, in quanto portare/riprodurre “Switch on Dark” sul palco era praticamente impossibile. Il dvd live in Romania è fra i nostri progetti, ma prima dovrebbe arrivarne un altro... Antonius Rex Prophecy. Per l’appunto, so del grande progetto video “Antonius Rex Prophecy”: me lo puoi confermare? È il nostro futuro progetto video; sto facendo declamare la nostra profezia a molti interpreti... Artisti e gruppi musicali. Voglio che la PROFEZIA sia diffusa nel migliore e maggiore modo possibile, in quanto la ritengo veramente forte. Vi terremo aggiornati su questo progetto che comunque diffonderemo su internet. Un’ultima curiosità: girano voci secondo la quali dietro al progetto ENIGMA ci sarebbero le menti di Antonio Bartoccetti e Doris Norton. Cosa puoi svelarmi a riguardo? A questa domanda non posso rispondere; ok, diciamo che… anzi no, scusami, ma non voglio dirti niente, lasciamo perdere; su questa domanda cali il silenzio assoluto. P er concludere: un tuo giudizio sintetico su “Per Viam” e sulla sua comunicazione grafica.È un grande album che mi piace e che esce, molto probabilmente, nell’aprile 2009. Nel maggio sarà in piena distribuzione fisica mondiale ed anche, naturalmente, in forma digital downloading. È un’opera che giudico positivamente nei suoi contenuti musicali, anche duri a volte. Ritengo le chitarre molto buone, le tastiere eccellenti, la communication in perfetto stile esoterico Antonius Rex. Graficamente parlando è ottimo, e ringrazio comunque Black Widow che da anni non interviene nei progetti e ci lascia carta bianca su tutto e supporta ogni nostra opera nel miglior modo possibile. Vuoi aggiungere qualcosa? Questa intervista è stata realizzata nel mio studio e accompagnata, in sottofondo, dalle note del nuovo “Per Viam”. Siamo arrivati all’ultima domanda e, fatalmente, il disco sta giungendo alla fine, concludendosi sulle note della nostra profezia. Vi lascio con la frase che giusto ora il mio recitato sta declamando “..l’ultimo Pietro sta per arrivare…”. Marco Cavallini
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